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Matthew Day Jackson "In search of..."

MAMbo
27 gennaio - 1 maggio 2011

In search of... ha come filo conduttore l’omonimo video di Jackson (2010) basato sul format di una popolare serie televisiva americana andata in onda dal 1976 al 1982, condotta da Leonard Nimoy (il celebre dottor Spock di Star Trek), che indagava misteri e fenomeni paranormali. Il filmato, diviso in tre parti scandite dall’inserimento di finti spot Audi, unisce pezzi di girato tratti da banche immagini o dall’archivio Getty, messinscene di interviste con intellettuali come David Mindell (storico e ingegnere del MIT) o Alexander Dumbadze (scrittore e storico dell’arte) e la conduzione narrativa interpretata con toni tra il solenne e l’ironico da David Tompkins.

Le situazioni narrate nel video rimandano alle modalità in cui gli esseri umani partecipano alla cultura contemporanea e attraverso gli oggetti che li circondano definiscono se stessi: tematiche rintracciabili in tutti gli altri lavori in mostra al MAMbo.
È il caso anche di The Tomb (2010), un’opera di grandi dimensioni ispirata alla Tomba di Philippe Pot (XV secolo) attribuita a Antoine Le Moiturier ed esposta al Louvre di Parigi. I monaci incappucciati che nella versione originale portano l’effigie di Pot sono sostituiti da Jackson con astronauti ricavati da scarti di legno e plastica e poi compressi in un unico blocco e tagliati con un processo CNC (computer numerical control). Gli astronauti trasportano sulle spalle una cassa d’acciaio e vetro contenente una struttura scheletrica basata sul corpo dell’artista.

In The Way We Were (2010), opera composta di sette forme craniche in titanio, piombo, rame, bronzo, alluminio, ferro e acciaio ritroviamo la ricerca delle origini dell’uomo, mentre in Me Dead at 35 (2009) e Me Dead at 36 (2010) – due stampe fotografiche di grandi dimensioni - ritorna, come accade in ogni sua mostra, il tema della simulazione della morte dell’artista, della sua assenza, della sua esistenza esclusivamente attraverso la materia dell’opera. L’idea del trapasso è sempre presente come rinascita e palingenesi come nel grande gruppo scultoreo The Tomb.

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