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Luigi Ontani

MAMbo
25 gennaio - 4 maggio 2008

Gigante3RazzEtà7ArtiCentAuro

Con una ricca selezione di circa duecento opere, datate dalla fine degli anni Sessanta a oggi, e con la presentazione di alcuni inediti realizzati appositamente per l'occasione, il percorso espositivo si articola come una completa ricostruzione per immagini dei momenti principali dell'evoluzione artistica e poetica di Ontani, svelando una coerenza nei temi e nei mezzi espressivi, oltre che una vivacità linguistica, rimaste intatte negli anni.

Dalle ombre ispirate alla Parabola dei ciechi di Brueghel alla sala dedicata alla produzione videografica (a cura di Elena Volpato), si snoda un itinerario cronologico/tematico fatto di fotografie, ceramiche, tondi, fontane, acquerelli, automi, maschere, lenticolari che, come un serpente dorato e multicolore, attraversano le sale del museo rendendole il perfetto palcoscenico di una performance permanente che è la vita stessa dell'artista.

La diffusione capillare e la profusione enciclopedica dei simboli, delle icone, dei miti cari alla poetica del maestro bolognese, trasformano lo spazio del MAMbo in un percorso ipnotico e onirico dove l'intero ambiente diventa la pelle mutevole e cangiante dell'Ange Infidel dell'identità stabile.

L'esposizione del ciclo fotografico delle 24 Ore apre e accompagna la visita alla mostra, rispecchiato sulla parete opposta nel ciclo, sempre fotografico, de I prigioni, elegantemente incorniciato dalle nicchie della facciata originale dell' Ex Forno del Pane. Elemento di scansione e di raccordo risultano le tredici ErmeEstetiche, delicatissime sculture in ceramica di straordinaria fattura in cui, al gioco delle identità si sovrappongono intricati rebus linguistici.

Il percorso continua verso le sale tematiche (Thailandese, Indiana, Balinese), dove è protagonista un oriente stereotipato e favolistico, ricco di suggestioni esotiche tanto affascinanti quanto imperfette, fatte di vere e proprie "citazioni a memoria" dei viaggi dell'artista, dei simboli e delle atmosfere incontrate.

La rappresentazione dell'altrove negli spazi del MAMbo crea così un ponte ideale tra questi luoghi sospesi tra sogno e realtà e la città di Bologna, in un circolo virtuoso che accoglie il ritorno dell'artista-girovago nella sua città natale.

Luigi Ontani