Italiano - English
HOME > Mostre > Archivio mostre > 2007 > Markus Schinwald

Markus Schinwald

Museo di Palazzo Poggi e Biblioteca Universitaria Bologna
24 novembre 2006 - 7 gennaio 2007

Coming Soon MAMbo + Museo - Mostre

Quando furono inaugurate, nel 1712 all'interno dei locali di Palazzo Poggi, le collezioni dell’Istituto delle Scienze e delle Arti di Bologna non possedevano un carattere esclusivamente scientifico o artistico.

I reperti antichi, le cere anatomiche dei ceroplasti Ercole Lelli e Morandi-Manzolini, gli strumenti chirurgici del medico Giovan Antonio Galli, il cinquecentesco “teatro della natura” del naturalista Ulisse Aldovrandi, le raccolte di mineralogia, botanica, zoologia e paleontologia, convivevano come strumenti di una ricerca multidisciplinare in costante evoluzione.
La complessità di queste collezioni, con il loro continuo sovrapporsi e integrarsi, rappresenta la piattaforma ideale per il progetto espositivo di Markus Schinwald (Salisburgo, 1973. Vive e lavora a Vienna e a Los Angeles).

Specificatamente concepito per gli spazi del museo, l'intervento di Schinwald a Palazzo Poggi vi assume l'aspetto di uno "scavo archeologico fittizio". Attingendo ai meccanismi della performance e della messa in scena teatrale e cinematografica, Schinwald conferisce alle opere esposte – dipinti, wallpapers, stampe, sculture semoventi e ampi tendaggi - una continua oscillazione semantica e formale.

Tra le antiche vetrine dell’Istituto e nelle sale affrescate che oggi ospitano, oltre al museo, la Biblioteca universitaria di Bologna, queste opere si calano in modo quasi mimetico con l'ambiguità di manufatti che potrebbero essere allo stesso tempo oggetti antichi e opere d'arte contemporanea: “non voglio entrare in conflitto con il carattere o l’atmosfera di un museo come questo. Al contrario, spero di incorporare il suo flusso nel formato della mostra, come se essa fosse una mostra "in traduzione", come se cioè qualcuno per realizzare qualcosa di contemporaneo parlasse in un linguaggio arcaico o facesse ricorso a una sorta di antica fantascienza". (M. Schinwald)