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Collezione Permanente

6. L'Informale

L'area dedicata a L'Informale esemplifica diverse declinazioni dell'arte astratta apparse in Italia negli anni Cinquanta e ricondotte al clima internazionale che va sotto tale nome.
Nel 1983 si tiene alla Galleria d'Arte Moderna la mostra Informale in Italia, dedicata a Francesco Arcangeli e curata da Renato Barilli e Franco Solmi, che costitusce una fondamentale ricognizione degli sviluppi nazionali della tendenza.
Vi compaiono, tra l'altro, indagini concentrate sulle potenzialità plastiche e compositive della materia, come in Alberto Burri, Carlo Corsi, Leoncillo, Pinot Gallizio, Germano Sartelli e, in fotografia, Nino Migliori – qui accostati allo spagnolo Antoni Tàpies - o sull'efficacia espressiva del segno e del gesto, come in Gastone Novelli. Alla fine degli anni Cinquanta artisti come Pirro Cuniberti e Concetto Pozzati si avviano a superare questi fenomeni accennando a rigenerate possibilità di forma e di figura. Personalità a se stante è invece Fausto Melotti, uno dei maggiori scultori italiani del secolo scorso, maestro nel modulare forme e cromie di particolare eleganza, disposte nello spazio con sapienti andamenti ritmici.